- Adatto a livelli B1, B2, C1, C2
- 20 ore di lezione da un’ora l’una
- Materiale: dispense, articoli, immagini, tweet e meme da internet, libro
- Adatto a lezioni individuali e di gruppo
Un corso per conoscere meglio la cultura italiana in tutti i suoi aspetti: politica, musica, cinema, storia, società, attualità, cucina.
Ogni lezione affronterà un tema, con l’aiuto di materiale video, audio e testuale. Commenteremo e faremo confronti. Ogni testo avrà anche esercizi lessicali e grammaticali, per potenziare anche questi aspetti e arricchire la conversazione.
Possibilità di studio individuale: io fornisco prima il materiale (letture, video, esercizi), poi le soluzioni + una lezione finale insieme a me.
ESEMPIO:
STORIA: LA RESITENZA ITALIANA – C1/C2 (adattato da La Repubblica)
VENTI MESI di vita, di guerra, di speranza e di disperazione. Venti mesi dopo i quali l’Italia non fu più la stessa e la vita di chi ne fu protagonista, ma anche delle persone a loro vicine, cambiò: per molti (e soprattutto per molte) fu anche la conferma di poter dire la propria idea, di fare una propria scelta.
La Resistenza, o guerra di Liberazione che dir si voglia, tra il settembre del 1943 e l’aprile del 1945, coinvolse un numero difficilmente stimabile di persone, soprattutto giovani: se nell’aprile 1945 si arrivarono a contare 130mila combattenti o patrioti (saliti fino a 250-300 mila nelle giornate insurrezionali), era molto più contenuto il numero dei componenti delle prime bande, subito dopo l’armistizio con gli angloamericani dell’8 settembre 1943; e in quei 20 mesi gli allora “banditi”, come li chiamavano la Repubblica Sociale Italiana e la forza di occupazione nazista, diventarono via via “partigiani” e Volontari per la Libertà.
[…]
1) COMPRENSIONE LESSICALE
Abbina la parola del testo alla sua definizione:
Protagonista riferito a una rivolta
Conferma che può essere valutato in numeri
Stimabile Fine delle ostilità di guerra
Insurrezionale Personaggio principale
Armistizio Delinquente, criminale
bandito dimostrazione di qualcosa che credevamo